Mamma aiutami, si è ristretto il marciapiede!

Pensieri da una camminata condivisa con giovane mamma alla guida di passeggino

Quando ho iniziato a portare il mio vissuto in questa rubrica, ho promesso a me stessa ed ai Lettori di guardare il mondo da altezza passeggino. E davvero, non è un belvedere.

L’altro giorno camminavo nel mio quartiere, Carbonara (che è parte integrante di Bari, non è un’entità ‘altra’ anche se a molti conviene crederlo) ed avevo a pochi passi da me, su questo marciapiede che vedete in foto e che si trova su viale Vittorio Veneto, l’arteria che congiunge la piazza di Carbonara a Ceglie, una giovane mamma con un bimbo nel passeggino.

IMG_20170302_105317Su questo marciapiede, che sarà largo al massimo un metro e cinquanta, ci sono i pali della linea del filobus, una grande incompiuta dell’amministrazione Decaro (oltre allo stendino della signora). Ma non è questo il tema: quella mamma ha dovuto fare una gimkana per condurre il suo passeggino, tra i pali e le discese di questo marciapiede, degna di una Parigi-Dakar.

Di marciapiedi stretti, disseminati di pali e paletti, è piena Bari. Su Cittadeibimbi.it lo abbiamo raccontato davvero decine di volte, sottolineando anche la presenza delle immancabili deiezioni (e pipì) non solo di cani a rendere il marciapiede il posto meno indicato da percorrere con un passeggino.

A Carbonara il disagio è più grande perché è già un lusso avere un marciapiede dove camminare. Ma un passeggino, una carrozzella, non hanno diritto di passaggio nella nostra città. Perché questo stato di cose non si può cambiare? Perché quando si mette mano alle strade e ai marciapiedi non si pensa che devono poterci camminare tutti, anche coloro che le gambe non le possono usare? Perché si lasciano dei pali così grossi su un marciapiede che non si può allargare?

L’unica via è iniziare a camminare presto, prima di iniziare parlare. E cercare strade, o meglio città, alternative.