Scusa maestra, ti ho delusa

Ci sono situazioni in cui i bambini ti disarmano, ti lasciano senza parole: è accaduto lunedì scorso, ma solo adesso ho capito quanto è bello essere disarmati così.

Ho la fortuna di saper fare bene poche cose: una di questa, ma non lo dico io, lo dicono gli altri, è di saper insegnare a nuotare. Così due volte a settimana per un paio d’ore spengo il computer e i telefoni, prendo il costume e l’accappatoio e mi dedico ai bambini (e agli adulti) dal bordo vasca di una storica piscina barese.

L’altro giorno Flavia, sei anni, dopo aver fatto un esercizio, si ferma a bordo vasca ed esclama: “Scusa maestra, ti ho delusa“.

Confesso che sono rimasta cinque secondi ammutolita: una bambina è consapevole di aver sbagliato nel fare una cosa, in questo caso un esercizio di respirazione, e chiede scusa per aver fatto un errore. Voglio sperare che come la mia piccola Flavia di bimbi così ce ne siano tanti nella mia città. Sono il barlume di speranza per il quale continuare a lottare per mettere fine ai comportamenti ingiusti, impropri, immaturi di tanti adulti. Che non chiedono scusa mai e che invece ti deludono quotidianamente.

A Flavia, che mi ha lasciato senza parole, ho fatto una carezza e le ho detto che lei ha tutto il diritto di sbagliare perché deve imparare.

E giovedì, quando è tornata in acqua, quell’esercizio non l’ha sbagliato. L’ha fatto perfettamente.